martedì 17 aprile 2012

Antipolitica e mondo reale

Ieri il Presidente Napolitano sosteneva di non fare di tutte le erbe un fascio: bisogna estirpare il marcio ma non demonizzare i partiti. Da destra e da sinistra - ovviamente - sono arrivati elogi ma io mi stavo domandando: che significato ha un messaggio del genere? Voglio dire: di cosa stiamo parlando quando usiamo i termini "marcio", "demonizzazione", "partito" e "rispetto"?

Ho la sensazione che cercare di disinnescare un potenziale problema senza precisione nel linguaggio, ricorrendo a luoghi comuni e saggezza astratta quando la realtà è evidente a tutti nella sua tragica durezza, sia un tentativo inutile e pericoloso.

E' bene ricordare che, poco tempo fa - nonostante un debito pubblico fuori controllo ed evidenti segnali recessivi - c'era chi in televisione sosteneva che non correvamo nessun rischio. L'intervistatore accondiscendente passava subito ad un'altra domanda, magari sul dolce preferito, sulla squadra del cuore o sull'oggetto a cui il politico di turno era più affezionato e tutto prendeva un'altra piega. Che bei quadretti ci hanno regalato. Che lieti momenti di spaccato familiare ci hanno accompagnato dolcemente all'accogliente giaciglio. Tutto svaniva di fronte al volto umano della politica. Morbida ovatta mediatica dove il sentore di qualcosa che non andava c'era già ma perché rovinarsi la serata con la Gabanelli quando potevi divertirti con la Santanché, La Russa e Scilipoti? E, soprattutto, perché mai faticare per informarti quando persone così brillanti ed istruite ti dicevano esattamente quello che volevi sentirti dire?

Il tanto decantato "rispetto" verso la politica italiana era questo: un misto di anestetico televisivo, tirare a campare e una buona dose di chissenefrega. E dopo? Cosa ha incrinato improvvisamente questo "nobile" senso civico?

Dopo, sull'orlo del precipizio, un gruppo di tecnici ha sostituito il governo per manifesta inadeguatezza ed ora la stessa classe politica che ha contribuito a creare le ragioni del problema è ancora lì a difendere interessi particolari. Ed è qui che sorge spontanea la domanda: di quale demonizzazione e quale mancanza di rispetto stiamo parlando? Di chi è stanco di sostenere economicamente persone che si sono dimostrate incompetenti nel gestire la cosa pubblica? Di chi non capisce perché tutti debbano contribuire alla ripresa dell'economia tranne chi gode di privilegi e vitalizi? Di chi si vede controllati i movimenti del conto corrente quando i bilanci dei partiti non vengono nemmeno certificati? Di chi non capisce perché un'azienda con un buco di bilancio fallisce mentre un partito con un passivo di 43 milioni di euro usi lo stesso "buco" come ottima ragione per continuare a ricevere soldi pubblici? E' questa la tremendissima idea qualunquista ed anitpolitica che bisogna estirpare?

Faccio notare che queste domande non si riferiscono al "marcio". Il "marcio" infatti è un problema che dalla sua ha almeno un piccolo pregio: una volta individuato la legge permette di estirparlo. Intendiamoci, mi infastidisce molto sapere che il denaro pubblico venga usato per sostenere cerchi magici e rampolli dall'imbarazzante livello intellettuale, ma cosa dovrei pensare del privilegio garantito per legge? E, peggio, in un periodo di crisi senza precedenti, cosa dovrei pensare dell'attaccamento volgare e spudorato che i partiti mostrano proprio verso tale privilegio? Dovrei forse provare rispetto verso persone che sulla carte sono nostri rappresentanti ma che in realtà non danno nessun segnale forte di voler condividere gli sforzi?

Mi permetto di dare un consiglio al Presidente: anziché esortare la popolazione ad un astratto senso di rispetto verso i partiti sarebbe più apprezzabile esortare i partiti ad un realistico senso di rispetto verso la popolazione. Magari iniziando a sottometterli alle stesse regole che governano il mondo degli umani: tempo determinato, niente reati, controllo pubblico e valutazione dei risultati. Se questo poi dovesse portare alla chiusura di storici partiti... beh, nulla è eterno e probabilmente né l'evoluzione né l'inclinazione dell'asse terrestre ne risentirebbero.

2 commenti:

Andrea Splendiani ha detto...

Io questo governo l'ho cominciato a considerare male con l'uscita di quel raccomandato di Martena. Che uno che rappresenta il peggio dell'Italia si erga a professore, e no lo abbiano almeno fatto dimettere, la dice nulla sull'etica vera di governo. Poi, vedendo i fatti, forse il governo ha liberalizzato la vendita degli spazzolini da denti... Ma solo come delega ai comuni...

otty ha detto...

Ciao Andrea, personalmente non mi meraviglia molto. Cosa ci si può aspettare da una situazione in cui il cervello (il governo) è di una persona ed il corpo (il parlamento) di un'altra? Il risultato non può che essere una media di compromesso che scontenta tutti. Detto questo però, ciò che mi colpisce è l'incredibile difesa di regole che servono solo ad aumentare il dissenso. Se si volesse davvero il riavvicinamento delle persone alla politica si dovrebbe abbattere l'evidente disparità che separa il cittadino comune dal politico. A me sembra un ragionamento molto semplice e, tra l'altro, farebbe anche risparmiare un sacco di soldi.